Se si parlasse di E-Sports in giro per le strade italiane, soprattutto con un pubblico dagli anta in poi, storcerebbero il viso in tantissimi con la classica smorfia amletico-dubbiosa, pronunciando l’immancabile <<La E sta per ?? Enduro?!?>>. Ma il fenomeno “E-Sports” (a proposito, la E sta per Electronics) sta divenendo anno dopo anno sempre più enorme e nel suo cammino di blob mediatico sta fagocitando non solo gli interessi di una fascia di pubblico composta da videogiocatori per il 70% maschi, fra i 12/14 ed i 35/40 anni, ma scala le classifiche anche in ambito di sponsor e manifestazioni megagigantografiche, che spuntano come funghi in ogni parte del mondo (soprattutto le metropoli tecnologicamente più avanzate e attente a questo nuovo fenomeno sportivo). E negli E-Sports non esistono VAR opinabili da arbitri compiacenti… tutto quello che si vede non ammette trucchi e/o vantaggi per sudditanza psicologica dei poteri forti, pena l’umiliazione pubblica e l’espulsione immediata dal gran carrozzone mediatico! Insomma, i players vengono premiati solo ed esclusivamente per meritocrazia e risultati concreti sul campo… basta che sgarrino una sola volta e si è fuori dai giochi… Game over! Niente scudetti in successione per le solite sviste arbitrali… ;-P

ESL ONE 2018 a Katowice (Polonia)

Uno studio recente ha provato a quantificare le cifre in moneta derivate esclusivamente dal pubblico “passivo”, cioè dagli spettatori che agli eventi di una certa rilevanza, assistono alle partite in streaming trasmesse in diretta on-line… non ci crederete, ma per le manifestazioni più importanti, soprattutto nelle fasi finali, si raggiungono numeri spaventosamente alti, dell’ordine di svariati milioni di spettatori in contemporanea mondiale, che rasentano e superano il MILIARDO se si include l’attenzione spasmodica del pubblico orientale, che insieme a quello americano rappresentano ancora lo zoccolo duro degli eventi e-sports, anche in ambito di sponsorizzazioni… ad oggi è quasi impossibile trovare, ad esempio, la pubblicità della Grana Padana o della Pasta Barilla fare capolino fra un frag e l’altro, perché l’attenzione degli sponsor mira ad un target di pubblico con una preponderanza alla tecnologia estrema, quindi soprattutto in occasione delle pause, li si trova quasi tutti con il solito paninone gommoso della MacDonald in una mano e con l’altra impugnare il bicchierone della Coca-Cola ghiacciata munita di cannuccia multi-colore da mezzo pollice, ma in futuro chi lo sa… se un Sorbillo qualsiasi capitasse lì in mezzo farebbe miliardi di euro con le sue pizze e calzoni fritti alla napoletana! 🙂

Potendo fare un paragone azzeccato, il successo di una serie come Hunger Games deriva soprattutto dal favore di un pubblico piuttosto giovane, la cui stragrande maggioranza conosce e segue almeno un e-sport con una certa costanza nella vita reale.

Su VentureBeat è stato fatto di recente un summit che porta a galla i numeri di approvazione dell’E-Sport, che fanno davvero impressione se paragonati a quelli, per esempio, del basket o del soccer… in molte occasioni non solo si pareggiano i conti con i classici eventi sportivi trasmessi in TV ma si superano sovente in maniera corposa e parecchio sostanziale! Internet, infatti, copre una fascia di pubblico molto più variegata rispetto agli sport storici/classici e con più mezzi di ricezione di trasmissione ad hoc. Tra l’altro la visione delle partite E-Sports sono totalmente GRATUITE, quindi basterebbe solo sommare la terna PC/Tablet/Smartphone contro la sola TV via cavo a pagamento e già ecco che il confronto propenderebbe grandemente a favore degli E-Sports! Se poi ci aggiungiamo che le manifestazioni sportive dei videogiocatori durano diverse ore, con addirittura delle vere e proprie Olimpiadi, rispetto ai canonici 90/120 minuti di una singola sessione sportiva, la copertura del pubblico si spalma sulla durata complessiva e supera facilmente lo share della “vecchia” TV, che viene letteralmente presa a schiaffoni virtuali! 🙂

Prossimamente faremo un’inchiesta su quali sono i videogames più importanti che partecipano a questi mega-eventi sportivi e del perché attirino tanto facilmente l’attenzione di milioni e milioni di spettatori! 🙂